|
MARETTIMO
Hiera,
isola sacra, così la chiamarono i Greci. E davvero, ancora oggi, a
Marettimo si avverte qualcosa di quella antica sacralità percorrendo le
stradine silenziose del grazioso paese, scrutando i volti della gente
sua
domanda.
Si
approda allo Scalo Nuovo e subito si ha l'impressione di. essere
sovrastati dalla montagna, incombente e maestosa. Ma è lo Scalo
Vecchio, sul lato opposto, il vero porticciolo dei pescatori di
Marettimo. Da qui, puntando lo sguardo verso Nord, si scorge Punta Troia
che con fierezza si protende verso il mare con il suo Castello costruito
dagli Spagnoli nel XVII secolo.
Lasciando il paese, seguendo una mulattiera che risale il
fianco della montagna, giunge alle Case Romane dove si trovanoi resti di
una costruzione romana ed un piccolo tempio risalenti, probabilmente, ai
primi secoli dell'era cristiana a testimoniare che Marettimo fu sede
di un presidio romano.
Ritornando
nella parte meridionale del paese si inizia la scoperta e l'esplorazione
della montagna attraverso una strada che nel primo tratto costeggia il
mare e poi comincia a salire verso Punta Spinone (m. 320). È d'obbligo
una sosta per volgere lo sguardo verso il mare e godere dello splendore
di Cala Marino. Si prosegue per sentieri verdeggianti e silenziosi
immersi nella bellezza della vegetazione andando incontro ad un
paesaggio che man mano diventa sempre più aspro e selvaggio, per
arrivare infine, ridiscendendo, al Faro di Punta Libeccio.
Ritornando
nella parte meridionale del paese si inizia la scoperta e l'esplorazione
della montagna attraverso una strada che nel primo tratto costeggia il
mare e poi comincia a salire verso Punta Spinone (m. 320). È d'obbligo
una sosta per volgere lo sguardo verso il mare e godere dello splendore
di Cala Marino. Si prosegue per sentieri verdeggianti e silenziosi
immersi nella bellezza della vegetazione andando incontro ad un
paesaggio che man mano diventa sempre più aspro e selvaggio, per
arrivare infine, ridiscendendo, al Faro di Punta Libeccio.
Ritornando
nella parte meridionale del paese si inizia la scoperta e l'esplorazione
della montagna attraverso una strada che nel primo tratto costeggia il
mare e poi comincia a salire verso Punta Spinone (m. 320). È d'obbligo
una sosta per volgere lo sguardo verso il mare e godere dello splendore
di Cala Marino. Si prosegue per sentieri verdeggianti e silenziosi
immersi nella bellezza della vegetazione andando incontro ad un
paesaggio che man mano diventa sempre più aspro e selvaggio, per
arrivare infine, ridiscendendo, al Faro di Punta Libeccio.
Sarà
difficile dimenticare la bellezza dei
panorami, la suggestione dei luoghi!
Se,
da un lato, le escursioni in montagna, possibilmente con la guida della
gente del luogo dati i sentieri talvolta impervi e ripidi, consentono di
conoscere e vivere l'isola in totale armonia con la natura, di scoprire
le peculiarità della flora di Marettimo che presenta numerosissime
specie di piante alcune delle quali assenti nel resto della Sicilia,
dall'altro l'approccio con l'isola dal mare è di sconvolgente bellezza.
Partendo
dal porto e navigando verso Nord, si osservino le coste alte e lo
scoglio del Cammello posto vicino alla riva, quasi all'ingresso della
Grotta del Cammello dove è possibile entrare con la barca e raggiungere
la spiaggetta di ghiaia in fondo alla grotta. Proseguendo per punta
Troia e superato il promontorio, un'altra sosta alla Grotta del Tuono,
nella costa settentrionale dell'isola che termina con Punta Mugnone.
Da qui comincia il fantastico scenario della costa occidentale: rocce
altissime, dolomitiche, a picco su un mare trasparente di un turchese
profondo, splendide grotte, colori ora intensi ora sfumati specialmente
al tramonto a seconda dei giochi di luce creati dai raggi solari contro
le pareti rocciose e sulla superficie dell'acqua.
Cala
Bianca dominata da Capo Bianco (m.400), Grotta Perciata, Cala Bombarda e
poco più a sud la grotta omonima, ed ancora la Grotta del Presepio
all'interno della quale le rocce, erose dal mare e dal vento, hanno
assunto forme assomiglianti a statue di stalattiti e stalagmiti che la
fantasia popolare ha riferito a figure da presepe.
A
Cala Spalmatore si apre una piccola spiaggia a ridosso dal vento
grecale. Dopo Punta Libeccio comincia la parte meridionale dell'isola.
Qui la costa sempre alta diventa però verdeggiante e procede fra
piccole cale e sporgenze fino all'estremità di Punta Bassana . Ora si
rsale verso il porto, con gli occhi colmi di bellezza e di stupore, con
l'animo sereno e, Marittimo, solitaria e selvaggia, piccola isola
sacra si è inevitabilmente, insediata nella mente e nel cuore.
testo tratto da Oasi di Mare APT
TRAPANI |